Il GSGC è iscritto nel Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale al n°0064498 della Regione Umbria

Domande Frequenti
Sportello Arcobaleno
Fermare il Conflitto
L' accordo

Atto & Statuto GSGC

Regolamento Interno

Deontologia Professionale

Introduzione alla Mediazione

 

La Mediazione Familiare offre alle famiglie in crisi un tempo ed uno spazio per riflettere ed elaborare soluzioni, innovative e personalizzate ai loro conflitti, che tengano conto dei bisogni e delle esigenze di tutti i suoi componenti, ed in modo particolare dei figli. Per la coppia rappresenta un'opportunità per formulare e gestire in tutta franchezza ed onestà la riorgannizzazione della propria vita e dei propri cari, giungendo ad un accordo sia sotto il profilo relazionale (genitoriale e parentale), che sotto quello economico e patrimoniale (casa familiare, assegno di mantenimento, divisione dei beni ecc ...).

Il Mediatore Familiare, professionista esperto nella gestione di episodi ad alta conflittualità, assumendo una posizione imparziale e neutrale aprendo nuovi canali comunicativi, stimola nei coniugi la ripresa della comunicazione, appianando i conflitti e facilitando la ricerca di soluzioni adeguate alle necessità di entrambi.

Il Conflitto

La decisione di non condividere più il cammino della vita insieme è una delle scelte più difficili che la coppia possa prendere nella loro vita. La separazione, il più delle volte, comporta sofferenza, malinconia, dispiacere, ma anche incomprensioni, depressione, fino a sentimenti di vere e propria rabbia e violenza. Tutte queste sensazioni emozionali caricano la persona che si sente smarrita ed incapace di distinguere le decisioni costruttive da quelle distruttive. Il rischio è quello di aggiungere sofferenza alla sofferenza e di trascinarla per anni per le lungaggini giuridiche,

Cos'è la Mediazione

La Mediazione Familiare è un processo volto alla riformattazione delle relazioni familiari prima, durante o dopo una separazione o un divorzio fra coniugi o conseguente alla rottura della relazione tra conviventi. Attraverso specifiche tecniche di comunicazione, la mediazione familiare ricompone il conflitto creato nella coppia dalla coppia, eliminando le distonie e ridimensionando, incanalandole in nuove energie, le sofferenze emotive. Individuando le necessità ed i bisogni di entrambi, la mediazione familiare riorganizza i rapporti secondo la volontà dei singoli componenti, negoziando e trattando le condizioni per trovare un accordo equo per la soddisfazione di entrambi.​

Il Mediatore Familiare

Il Mediatore Familiare GSGC  è un professionista certificato definito come terzo imparziale inserito in un contesto di disputa tra una coppia in procinto di separazione e/o divorzio. Il mediatore non dà giudizi né fornisce pareri o risposte. Suo compito peculiare è quello di aiutare la coppia a riaprire i canali di comunicazione interrotti dal conflitto, favorendo lo scorrere della comunicazione e della collaborazione tra i soggetti litiganti.

In Evidenza

Giurisprudenza:

Gli sms dell'amante sono più che sufficienti a suffragare la richiesta di separazione con addebito a carico del coniuge che è venuto meno al dovere di fedeltà. Lo stabilisce la Cassazione con sentenza n°5510 depositata il 06/03/2017.

La Corte ha giustificato l'addebito per la violazione di fedeltà in ragione della scoperta di messaggi amorosi (sms), sul cellulare del coniuge (in questo caso il marito).

 

 

Un odio punito con la Legge. La Cassazione ha emesso una sentenza originale e storica che ha punito severamente la condotta di una madre che aveva mostrato così tanto odio nei confronti dell'ex marito fino al punto di accusarlo ingiustamente di aver abusato della famiglia, generando nella piccola la sindrome da alienazione genitoriale (PAS).

La donna è stata condannata dal Tribunale di primo grado, confermata fino in Cassazione, con sentenza  7452/2012, a pagare un risarcimento di 15 mila euro nei confronti dell'ex marito e 20 mila euro per la bimba.

 

 

Commette il delitto di rapina chi si impossessa di un cellulare altrui, sottraendolo al legittimo proprietario, al solo fine di "prendere cognizione dei messaggi che la persona offesa abbia ricevuto da altro soggetto" e così "violando il diritto alla riservatezza" e incidendo "sul bene primario dell'autodeterminazione della persona nella sfera delle relazioni umane". Lo sottolinea la Cassazione che ha condannato a due anni e due mesi di reclusione un giovane che aveva rubato il cellulare della ex strattonandola e entrando in casa sua.

Con questa decisione, i supremi giudici hanno stabilito che la finalità di sottrarre un cellulare per leggerne il 'contenuto' "integra pienamente il requisito dell'ingiustizia del profitto morale". In questo caso, "la pretesa" di Pasquale C. (24enne di Barletta) di "'perquisire' il telefono della ex fidanzata alla ricerca di messaggi, dal suo punto di vista compromettenti, assume i caratteri dell'ingiustizia manifesta, proprio perché, violando il diritto alla riservatezza, tende a comprimere la libertà di autodeterminazione della donna". Inoltre la Cassazione - con il verdetto 11467 della Seconda sezione penale, depositato oggi - ricorda che "l'instaurazione di una relazione sentimentale fra due persone appartiene alla sfera della libertà e rientra nel diritto inviolabile all'autodeterminazione fondato sull'articolo 2 della Costituzione, dal momento che non può darsi una piena ed effettiva garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo (e della donna) senza che sia rispettata la sua libertà di autodeterminazione".

Per la Suprema Corte, "la libertà di autodeterminazione nella sfera sessuale comporta la libertà di intraprendere relazioni sentimentali e di porvi termine" e nessuno può avanzare "la pretesa" di "perquisire" i cellulari altrui, soprattutto delle ex e degli ex, per cercare 'prove' di nuove o preesistenti relazioni. Pasquale C. aveva cercato di difendersi sostenendo che la sua azione non era stata "ingiusta" perché voleva solo "dimostrare al padre della sua ex fidanzata, attraverso i messaggini telefonici, i tradimenti perpetrati dalla figlia". Questa 'spiegazione' non ha impedito la condanna per rapina e a nulla è servito all'imputato far presente che nella fase cautelare il Tribunale del riesame "aveva escluso il reato di rapina reputando insussistente il requisito dell'ingiustizia del profitto.

MEDIAZIONE FAMILIARE   "Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi"                        (cit)

Mondo Mediazione Blog

Stampa Stampa | Mappa del sito
GSGC© GRUPPO SUPPORTO GESTIONE CRISI Sede Centrale Via Prospero Oddi Baldeschi n°20 06073 CORCIANO (Pg) C.F. 94149970546 tel: +39 393 411 3210 E-mail: grupposgc@yahoo.it segreteriagsgc@yahoo.com